Il giardino delle erbe - Casola Valsenio - il paese delle erbe e dei frutti dimenticati

Santoreggia Annuale

SANTOREGGIA ANNUALE

Satureja hortensis L.

Fam. Lamiaceae (Labiatae) 

Descrizione

La santoreggia annuale è un suffrutice alto 40-60 cm, con fusti eretti, leggermente pubescenti. Le foglie sono opposte, sessili, allungate, con margini ciliati, coriacee, lucide. L’apparato radicale, di consistenza legnosa, è fascicolato.   La S.hortensis ha forte odore aromatico se stropicciata e sapore amarognolo, con fusti eretti leggermente pubescenti. Le foglie sono opposte, sessili, allungate, con margini ciliati, coriacee, lucide; i fiori, di color rosa pallido, portati all’ascella delle foglie, sono riuniti in glomeruli a formare infiorescenze apicali, hanno calice tubuloso formato da cinque denti e corolla bilobata con labbro superiore eretto e quello inferiore a tre lobi. La fioritura avviene in piena estate.   Il frutto è un tetrachenio con cocchi ovoidali lisci. E’ originaria dell’Europa centrale e meridionale, dell’Africa settentrionale e dell’Asia.; cresce spontaneamente nelle località di montagna fino a 1500 m sul livello del mare, in Italia cresce nei luoghi sassosi, calcarei e ben esposti, dove vive per anni.

Proprietà e impieghi

La santoreggia annuale ha proprietà profumanti, aromatizzanti, digestive, HotwordStyle=BookDefault;   carminative, antispasmodiche, stimolanti e cicatrizzantiHotwordStyle=BookDefault; HotwordStyle=BookDefault; . Per uso interno è impiegata per favorire la digestione. Per uso esterno trova impiego nella cura delle piccole ulcere della bocca e nel mal di gola.. Viene utilizzata in cucina per l’aromatizzazione di carni, di verdure, di aceti e nell’industria liquoristica e cosmetica; inoltre bagni e pediluvi a base di santoreggia tolgono la stanchezza purificano e deodorano. 

Tecniche colturali

- Terreno e ambiente

La pianta si adatta facilmente a tutti i tipi di terreno , ma le maggiori produzioni si sono ottenute in suoli fertili e ben dotati di sostanze organiche. La preparazione del letto di semina deve essere particolarmente accurata.

- Propagazione

La propagazione si attua esclusivamente per seme; il peso di mille semi è di 0,25-0,30 g. A causa delle dimensioni non è possibile la semina meccanica a righe, in quanto deve esistere una certa spaziatura tra le piantine quindi, verrà eseguita più o meno anticipatamente, a seconda delle dotazioni aziendali, per poi fare il successivo impianto in maggio.La semina viene effettuata in pieno campo con seminatrice meccanica previa confettatura del seme; questa operazione viene eseguita per aumentare le dimensioni e riuscire in tal modo a ottenere una giusta densità da distribuzione. Si calcola che siano sufficienti quantitativi di 2-2,5 Kg/ha di seme. La germinazione e la successiva comparsa delle piantine avviene nell’arco di 10-15 giorni. La germinabilità del seme è sempre buona.

- Sesto d’impianto

Tra le file le distanze possono variare da 40-60 cm, sulle file sono sufficienti 10-15 cm.

- Fertilizzazione

Mediamente si apporta azoto nel valore di 60-80 unità, P2O5 nel valore di 40-60 unità e K2O nel valore di 40-50 unità. Per il primo elemento la quantità deve essere ripartita tra l’impianto e la fase di fine affrancamento.

- Cure colturali

Consistono in due sarchiature per eliminare le infestanti e in interventi irrigui da eseguirsi in casi di necessità.

- Raccolta e resa

Quando il prodotto è destinato alla produzione di olio essenziale o ad altri impieghi erboristici, la pianta si raccoglie nel mese di agosto e coincide con la fase finale della fioritura. Se invece si intende utilizzare il prodotto per l’estrazione di composti fenolici la raccolta deve essere eseguita subito prima della fioritura.

La raccolta si effettua falciando le piante e avendo cura di non danneggiare le porzioni legnose che dovranno assicurare nell’anno successivo la ripresa vegetativa della pianta.

La resa di materiale verde di una coltura in piena produzione (3°-4° anno) oscilla tra 10-13 t/ha, in secco delle piante intere è del 30%, quella in sole foglie è del 20-25% rispetto al peso totale della biomassa falciata e la resa in olio è dello 0,2-0,3% sul fresco della biomassa.

In commercio è presente anche una oleoresina estratta con solventi.

Avversità 

Fino ad oggi, nelle coltivazioni di santoreggia annuale, non sono stati riscontrati rilevanti problemi fitosanitari, data la presenza di carvacrolo, attivo sulla la maggior parte di funghi e insetti. Solo durante l’allevamento di semenzali, il micete Phytium debaryanum Hesse, ha provocato marciume delle piantine. Il suo attacco è prevalentemente diretto alle zone del colletto.