Il giardino delle erbe - Casola Valsenio - il paese delle erbe e dei frutti dimenticati

Rosmarino

ROSMARINO

Rosmarinus officinalis L.

fam. Compositae

È un labiata della regione Mediterranea che in Italia cresce spontanea soprattutto vicino al mare, nei luoghi aridi, sassosi e sabbiosi ed è frequentemente coltivata. Il nome rosmarino che secondo alcuni significa rugiada dei mari, allude all’habitat in cui la pianta cresce più facilmente e, a seconda che si ritenga valida l’una o l’altra interpretazione, alla grande umidità che caratterizza l’ambiente litoraneo e all’intenso profumo emanato.

Il rosmarino è un arbusto presente in quasi tutti gli orti e giardini d’Italia, coltivato principalmente per l’uso delle foglie in cucina ed in alcuni casi anche come pianta ornamentale.

 Descrizione botanica

È un arbusto sempreverde, alto in alcuni casi 2 metri, molto ramificato, legnoso, con rami generalmente eretti o prostrati in alcune cultivar. Le foglie, numerose, sono lineari, coriacee, odorose e riunite su giovani rametti. Sono di colore verdi-lucide sulla pagina superiore, biancastre e tomentose su quella inferiore, sessili a margine intero.

I fiori sono riuniti in piccole infiorescenze ascellari, il calice è tubulare, bilabiato, con il labbro superiore intero o provvisto di 3 denti molto piccoli, labbro inferiore diviso in 2 denti lunghi. La corolla è viola-azzurro, divisa a sua volta in due labbra: il superiore ha 2 piccoli lobi, quello inferiore 3. Il frutto è dato da 4 acheni obovati bruni, racchiusi sul fondo del calice persistente.

Tecnica colturale.

Terreno ed ambiente

Il rosmarino è una pianta non molto esigente e la sua coltivazione dà buoni risultati in ogni tipo di terreno, anche se sono da preferirsi i suoli calcarei ed esposti a mezzogiorno. Un vantaggio offerto da questa coltura è quello di valorizzare i terreni aridi che non sono altrimenti coltivabili ad altre colture.

Propagazione

Diverse sono le tecniche di propagazione del rosmarino. Le più diffuse sono quelle agamiche per talea ed in alcuni casi per propaggine.Possiamo ricorrere anche alla riproduzione ma è meno diffusa per la bassa germinabilità dei semi.

La propagazione per talea è sicuramente il sistema che dà i risultati migliori. Nei mesi primaverili si prelevano dalle piante adulte dei rametti semilegnosi, lunghi 10-15 cm e si interrano in un miscuglio di sabbia e torba per almeno i ¾ della loro lunghezza. Il radicamento si ha nei 2 mesi seguenti, mentre la messa a dimora definitiva in pieno campo si effettua nell’autunno o nella primavera successivi. Sarà importante l’apporto periodico di acqua per mantenere le talee umide. Si possono preparare talee anche alla fine dell’inverno facendole radicare in letti caldi in serra o alla fine dell’estate prelevando porzioni semilegnose od erbacee e ponendole a radicare a mezzombra in cassoni freddi od in vasetti. Quest’ultima tecnica è meno frequente ma ugualmente impiegata da alcuni vivai.

La semina poco frequente, viene eseguita in semenzaio nei mesi primaverili. Si riscontra spesso una germinazione irregolare e scaglionata nel tempo dovuta ad una lunga dormienza del seme.

Le giovani ramificazioni di rosmarino a contatto con il terreno riescono a radicare con facilità. Pertanto anche la propaggine è un’altra tecnica di propagazione della pianta. I rosmarini si possono propagare anche per divisione dei cespi, operazione fattibile soprattutto sulle giovani piante. Di 1-2 anni.

Sesti di impianto

L’impianto per la coltivazione in piano campo viene adattato a seconda della destinazione della coltura ed al tipo di meccanizzazione che viene effettuata.

Le distanze di impianto tra le fila possono variare da 0,75 a 1,5 m. a seconda delle macchine utilizzate, mentre sulla fila, tra pianta e pianta, si mantengono in genere i 40- 50 cm che facilitano la raccolta meccanica.

La densità media di impianto è di 1,5 - 2 piante a mq

 

Fertilizzazione      

La coltura di rosmarino rimane in campo anche 7-10 anni. All’esecuzione dell’aratura si possono interrare 400 q/ha di letame maturo. Il rosmarino è una pianta poco esigente in elementi nutritivi e, dopo una buona concimazione di fondo, con letame maturo l’apporto di elementi chimici è molto modesta e può essere facoltativa. Volendo impiegare un concime chimico si possono impiegare quantitativi di azoto non superiori alle 60 – 80 unita /ha alla ripresa vegetativa e80 unità /ha di fosforo e potassio all’impianto.

 

Cure colturali

L’impianto di rosmarino in campo si esegue quasi sempre alla fine dell’inverno fino al massimo ai primi di maggio. La scelta del periodo di impianto è influenzato dalle condizioni climatiche, dal tipo di terreno, dall’altitudine e dalle tecniche agronomiche scelte. Fin dal primo anno di coltivazione sono necessarie alcune sarchiature per contenere lo sviluppo delle infestanti e garantire un corretto sviluppo dell’apparato radicale nonché delle porzioni epigee della pianta. Dopo ogni sfalcio ed al trapianto delle piantine è utile un intervento irriguo.

 

Varietà    

Tra le varietà di Rosmarino ricordiamo:

Rosmarinus lavandulascens con fiori azzurro chiaro e foglie più sottili, R. albiflorus con fiori bianchi, R. Serern Sea ad andamento verticale, R. Suffolk, R. Majorca Pink, R.Miss Jessup’s Upright varietà robusta con fiori bianchi, crescita verticale utilizzato per siepi e bordure.

Raccolta

Del rosmarino si raccolgono le foglie e le sommità fiorite per la produzione di olio essenziale o per la produzione di foglie per uso erboristico.

La raccolta si esegue in piena fioritura e durante il periodo estivo. In alcune zone sono possibili anche due sfalci all’anno mentre in molti terreni si esegue un solo taglio.