Il giardino delle erbe - Casola Valsenio - il paese delle erbe e dei frutti dimenticati

Maggiorana

Scheda

MAGGIORANA

Origanum majorana L.

Fam. Lamiaceae (Labiatae)

 

Descrizione

 

     La maggiorana, originaria dell’Asia e dell’Africa, è una pianta erbacea, poliennale, cespugliosa, spontanea e coltivata. Tutta la pianta emana un odore intenso e gradevolissimo. A volte si confonde con una varietà di origano nota con il nome di “origano maggioranato”. La maggiorana ha le foglie più larghe e rotondeggianti rispetto a questa varietà di origano, il cespo è più stretto e composto, di minor altezza, di color cenerognolo-verde glauco. I fiori piccoli, di color bianco-rosa, sono disposti in spiga.Fiorisce in estate. Il seme si raccoglie dalla pianta matura.

 

Proprietà e impieghi

   La maggiorana ha proprietà profumanti, aromatizzant , amaro-toniche, digestive, carminative, antispasmodiche, analgesiche, diuretiche, balsamiche, stimolanti. Trova impiego nell’industria alimentare, conserviera, liquoristica e in profumeria. E’ un ottimo condimento da utilizzarsi in cucina: in alcune regioni italiane viene utilizzata al posto dell’origano.

Tecniche colturali

- Terreno e ambiente

Si adatta a tutti i tipi di terreno, pure prediligendo quelli sciolti e calcarei. E’una pianta di tipo mediterraneo, poco resistente al freddo; esige sole e luce, sopporta bene la siccità e rifugge i terreni asfittici o troppo umidi.

- Propagazione

   La riproduzione con il seme è la tecnica più diffusa. E’ possibile, anche se poco utilizzata, la moltiplicazione per divisione di cespo. La semina si esegue in primavera in pieno campo o in inverno in semenzaio riscaldato; la semina in pieno campo si può eseguire in terreni ben affinati e sciolti, se si possiede seme con terminabilità uniforme. E’ quasi sempre preferibile il trapianto delle piantine nel periodo primaverile inoltrato, quando il pericolo delle gelate è ormai scongiurato. In semenzaio all’aperto, la semina può essere eseguita per tutto il periodo primaverile- estivo. Il peso di 1000 semi varia fra 0,15-e 0,2 g.

- Sesti d’impianto

   La densità ottimale è di 6-8 piante a m2. Il numero delle piante è spesso in funzione della destinazione della coltivazione. Le piantine sono quasi sempre poste alla distanza di 50-70 cm fra le fila e di 20 cm lungo la fila. Con la semina diretta, ben difficilmente si ottengono distanze lungo la fila di 20 cm, nonostante il maggior numero di piantine presenti; la maggiorana dà ugualmente buone produzioni soprattutto se la coltura è destinata per la produzione di cimetta.

- Cure colturali

   La maggiorana è una piantina perenne di scarso vigore vegetativo, che fin dai primi stadi vegetativi richiede alcuni interventi per l’eliminazione delle infestanti. Nell’arco di un anno sono necessari da 3 a 4 scerbature lungo la fila e di 2-3 sarchiate nell’interfila. Prove di diserbo chimico sono state eseguite in paesi esteri, con l’impiego di Lenacil in pre-emergenza e di Phenmedtipham in post emergenza. Dopo il trapianto e dopo ogni raccolta è utile, per stimolare la vegetazione, provvedere ad un’irrigazione.

- Fertilizzazione

   All’impianto della maggiorana possono essere distribuiti 300 q/ha di letame maturo. Gli apporti dei principali elementi nutritivi saranno di 80-100 unità ad ettaro di fosforo e di potassio, distribuiti all’impianto. L’apporto di azoto sarà in relazione al tipo di destinazione della coltura: per la produzione del seme possono essere necessari circa 80-90 unità di azoto, per la produzione di cimetta o per l’uso essenziero si può arrivare a 100-120 unità ad ettaro, somministrato anche in più riprese: alla ripresa vegetativa, dopo ogni sfalcio e un pò prima dell’inverno.

- Raccolta e resa

   La coltivazione di maggiorana può essere destinata alla raccolta della cimetta per uso erboristico, per la distillazione o per la produzione del seme. La raccolta della cimetta si esegue poco prima della fioritura e può essere eseguita manualmente o a macchina, tagliando la pianta a qualche cm da terra. Al primo anno di impianto si esegue un solo sfalcio, mentre nel secondo e terzo anno, quando sopravvive al freddo, si possono eseguire anche due sfalci.

   La raccolta della parte epigea destinata alla distillazione avviene in piena fioritura. La resa in olio essenziale si aggira sullo 0,15 –0,2 % sul verde.

   La produzione di massa verde ottenuta nell’arco di un anno è di 120-150 q/ha mentre al primo anno raggiunge al massimo rese di 50 q/ha. Il calo verde secco è di 3 a 1 mentre il calo prodotto secco e foglia monda è del 45% circa.

Avversità

   La maggiorana è spesso colpita dalle ruggini: la Puccinia menthae Pers. (ruggine della menta), colpisce le foglie; i picnidi e gli ecidi di colore giallastro si formano in primavera nelle parti deformate e nei rigonfiamenti dello stelo, dei piccioli e delle foglie. Compaiono in seguito gli uredosori di colore bruno rossastro e in autunno i teleutosori scuri. Il microrganismo sverna   come micelio nelle piante pluriennali e anche come teleutospora. Sono stati riscontrati attacchi di Septoria origanicola Allesch. var. majoranae Bres, da Alternaria sp. e alcuni marciumi radicali nelle piantine coltivate in semenzaio.

Attacchi di parassiti sono a carico di un coleottero, la Crisomela mentastri Suff. e di alcuni minatori che danneggiano le foglie.